Congedo straordinario Legge 104 per l’assistenza ai familiari disabili in situazione di gravità

Requisiti

Per poter usufruire del congedo straordinario biennale previsto dall’art. 42 del d.lgs, 26.3.2001 n. 151 e successive modificazioni e integrazioni, è necessario essere in possesso dell’accertamento dello stato di disabilità in situazione di gravità (art.3, comma 3, legge 104/92) rilasciato dalla competente Commissione Medica Integrata Asl/Inps alla persona da assistere.

Inoltre, tranne che per i genitori che assistono i figli, è necessario il requisito della convivenza intesa come residenza anagrafica e coabitazione nello stesso appartamento con la persona da assistere o comunque residenza nello stesso comune, allo stesso indirizzo, stesso numero civico anche se in interni diversi. Il requisito della convivenza si intende soddisfatto anche nei casi in cui vi sia la dimora temporanea, risultante dall’iscrizione nello schedario della popolazione temporanea.

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A chi spetta

Il congedo straordinario spetta ai lavoratori secondo il seguente ordine di priorità:

  • coniuge convivente o parte dell’unione civile convivente della persona disabile in situazione di gravità;
  • padre o madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente o dalla parte dell’unione civile convivente;
  • figlio convivente della persona disabile in situazione di gravità, esclusivamente nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • fratello o sorella convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori e i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli/sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Il congedo e i permessi non possono essere richiesti da più di una persona per l’assistenza dello stesso disabile.

Fanno eccezione i genitori che assistono i figli, fermo restando che nel giorno in cui un genitore fruisce dei permessi ex Legge 104, l’altro genitore non può utilizzare il congedo straordinario.

Il convivente di fatto, che presti assistenza all’altro convivente, può usufruire unicamente dei permessi dei 3 giorni di permesso ai sensi dell’art. 33 della legge n. 104/92.

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Cosa spetta

Spettano due anni di congedo retribuito per ciascuna persona portatrice di handicap e nell’arco di tutta la carriera lavorativa del dipendente che si sommano ad eventuali periodi di congedo non retribuito per motivi familiari già fruiti.

Quindi mentre ciascuna persona in situazione di handicap grave ha diritto a due anni di assistenza a titolo di congedo straordinario da parte dei famigliari individuati dalla legge, dall’altro, il famigliare lavoratore che provvede all’assistenza può fruire di un periodo massimo di due anni di congedo per assistere i famigliari disabili.

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Dimora temporanea

Per dimora temporanea si intende la permanenza in un luogo per un certo periodo di tempo (ad esempio per motivi di studio, lavoro, salute, famiglia). La dimora non deve però essere abituale, altrimenti il cittadino dovrebbe fissare in quel luogo la residenza, e neppure occasionale (ad esempio per turismo), anche in tal caso la dimora non potrebbe essere considerata temporanea.

Può chiedere l'iscrizione nello schedario della popolazione temporanea, chi dimora da almeno 4 mesi nel territorio del comune, ma non è ancora in grado di stabilirvi la propria residenza, per sé e per gli eventuali componenti del proprio nucleo familiare. L'iscrizione avviene a domanda dell'interessato o d'ufficio. Solitamente quando la permanenza nel comune supera i 12 mesi, il cittadino non può più essere considerato temporaneo e deve quindi chiedere l'iscrizione nell'anagrafe della popolazione residente. Se non provvede personalmente è l'ufficiale d'anagrafe che, verificato il sussistere della dimora abituale, lo iscriverà d'ufficio. L'iscrizione nello schedario della popolazione temporanea esclude il rilascio di certificazioni anagrafiche. Viene rilasciato solo un attestato comprovante l'avvenuta iscrizione.

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Da ricordare

In caso di ricovero a tempo pieno (per più di 24 ore) in una struttura che presta assistenza sanitaria continuativa della persona da assistere, non è possibile utilizzare i permessi ad eccezione dei seguenti casi:

  • interruzione del ricovero per necessità del disabile di recarsi fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite o terapie appositamente certificate;
  • ricovero a tempo pieno di un disabile in coma vigile e/o in situazione terminale;
  • ricovero a tempo pieno di un soggetto con disabilità in situazione di gravità per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura ospedaliera il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare.

Nel corso dello stesso mese è possibile fruire sia del congedo straordinario che dei permessi mensili previsti dalla Legge 104/92.

I periodi di congedo retribuito non sono validi ai fini della maturazione delle ferie, tredicesima, trattamento di fine rapporto, ma sono validi ai fini dell’anzianità.

Il beneficio è frazionabile anche a giorni. Perché non siano conteggiati i giorni festivi, i sabati e le domeniche è necessaria l'effettiva ripresa del lavoro tra un periodo e l'altro di fruizione.

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Come richiederlo

Per richieder il congedo il dipendente dovrà compilare la modulistica reperibile in fondo a questa pagina, che dovrà poi essere inviata all’Ufficio Gestione Presenze.

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