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Congedi straordinari e malattia

Aggiornato al 30 marzo 2021: nuove disposizioni sui lavoratori fragili

Congedo straordinario per genitori

Fino al 30 giugno, i genitori di figli conviventi minori di 16 anni possono, alternativamente, svolgere la prestazione in modalità agile:

  • durante i periodi di sospensione delle attività didattiche
  • per tutto il periodo collegato alla durata dell’infezione da SARS Covid-19 del figlio
  • in caso di quarantena del figlio disposta dal Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente a seguito di contatto ovunque avvenuto.

Nell’ipotesi in cui non si possa svolgere l’attività lavorativa in modalità agile, in alternativa all'altro genitore, può astenersi dal lavoro, fruendo del congedo al 50%:

  • il genitore con figli minori di 14 anni
  • il genitore con figli in condizione di disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado per le quali sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale per i quali sia stata disposta la chiusura.

Il genitore con figli di età compresa fra i 14 e i 16 anni può astenersi dal lavoro fruendo di un congedo non retribuito, sempre se non può svolgere l'attività lavorativa in modalità agile.

Sarà comunque possibile, su domanda del dipendente, convertire i normali congedi parentali fruiti da gennaio 2021:

  • durante i periodi di sospensione delle attività didattiche
  • per tutto il periodo collegato alla durata dell’infezione da SARS Covid-19 del figlio
  • in caso di quarantena del figlio disposta dal Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente a seguito di contatto ovunque avvenuto,

nel congedo al 50%.

Come richiedere la fruizione del congedo straordinario
Per richiedere il congedo utilizzare il modulo “Comunicazione per richiesta di congedo straordinario” e caricarlo nella procedura Start Web utilizzando il giustificativo n. 46 - Congedo straordinario per genitori.

Per ulteriori informazioni: permessi@unimi.it.

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Lavoratori fragili

Fino al 30 giugno 2021 i “lavoratori fragili” svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità agile anche attraverso l'adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto. 

Nel caso in cui la prestazione lavorativa non possa essere resa in modalità agile, dal 1° marzo al 30 giugno 2021, il periodo di assenza dal servizio, in presenza di certificazione medica, è equiparato al ricovero ospedaliero e non è computabile ai fini del periodo di comporto.

Per rientrare nella categoria “lavoratore fragile” si deve:

  • essere in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da una delle seguenti cause:
    • immunodepressione
    • esiti da patologie oncologiche
    • svolgimento di relative terapie salvavita.

Oppure:

  • essere in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5  febbraio 1992, n. 104.

La certificazione di malattia deve essere rilasciata dalle competenti autorità sanitarie, nonché dal medico di assistenza primaria che ha in carico il paziente, sulla base documentata del riconoscimento di disabilità o delle certificazioni dei competenti organi medico-legali, i cui riferimenti dovranno essere riportati, per le verifiche di competenza, nel medesimo certificato con l’indicazione dettagliata della condizione clinica del paziente, tale da far emergere chiaramente la situazione di rischio in un soggetto con anamnesi personale critica.

Per ulteriori informazioni: permessi@unimi.itsegnalazionemalattia@unimi.it

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Malattia Covid-19, quarantena o isolamento fiduciario

Il periodo trascorso in malattia dovuta al COVID-19, in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, viene equiparato alle malattie dovute a ricovero ospedaliero, non comporta alcuna decurtazione nei primi dieci giorni di assenza e non è computabile ai fini del periodo di comporto.

Il medico curante redige il certificato di malattia telematico, il/la dipendente, al fine di poter applicare la maggior tutela prevista, dovrà produrre il certificato di malattia attestante il periodo di quarantena (copia per il lavoratore). In alternativa il/la dipendente potrà produrre la certificazione rilasciata dall’ATS.

Come indicato sul sito del Ministero della Salute:

La quarantena si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

L’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione. 

Quando si può dichiarare guarito un caso confermato di COVID-19?

Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).

Le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

Casi positivi a lungo termine

Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia 4 che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato).

Quarantena/Isolamento famigliari

Il personale i cui famigliari conviventi dovessero trovarsi in quarantena, ovvero in attesa dell’esito del tampone dovranno inviare una comunicazione all’indirizzo mail segnalazionemalattia@unimi.it, allegando dichiarazione del medico curante per poter svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile nel periodo della quarantena, isolamento fiduciario ovvero esito tampone.

 

Per ulteriori informazioni scrivere a segnalazionemalattia@unimi.it

 

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