Informazioni utili per assegnisti di ricerca

Questa sezione fornisce informazioni utili agli assegnisti di ricerca. Ulteriori indicazioni possono essere reperite nel Regolamento per gli assegni di ricerca e alla pagina Come istituire un assegno di ricerca.

Accettare l'assegno di ricerca

Per accettare l'assegno di ricerca, è necessario presentarsi presso la Direzione Risorse Umane, Ufficio Contratti di Formazione e Ricerca - piano terra, muniti di documento d'identitàcodice fiscale e coordinate bancarie IBAN, successivamente si verrà convocati per la firma del contratto che decorrerà dal mese successivo alla stipula.

Il conferimento dell'assegno di ricerca è subordinato all'accettazione delle seguenti condizioni:

  • di non avere procedimenti o condanne penali in corso;
  • di non avere un rapporto di coniugio, un rapporto di unione civile o di convivenza ai sensi della legge n. 76 del 20 maggio 2016, un grado di parentela o di affinità, fino al quarto grado compreso, con un professore o ricercatore appartenente al Dipartimento proponente, con il Rettore, il Direttore Generale o un componente del Consiglio di Amministrazione;
  • di non essere iscritto a corsi di laurea, laurea specialistica o magistrale, dottorato di ricerca con borsa o specializzazione dell’area medica, nonché con l’iscrizione ad altra Scuola/Corso che prevedano la frequenza obbligatoria, né titolare di incarico di professore a contratto;
  • di non usufruire durante tutto il periodo di godimento dell’assegno di altri assegni di ricerca o di altre borse di studio a qualsiasi titolo conferite;
  • di non ricoprire impieghi presso Università o altri enti indicati nell’art. 22 comma 1 L.240/2010 né svolgere attività di lavoro subordinato;
  • di non essere titolare di contratto coordinato o continuativo o a progetto svolto in modo continuativo né di svolgere attività libero professionale;
  • di non prestare servizio presso un’Amministrazione pubblica;
  • di aver percepito assegni di ricerca presso qualsiasi Università in coincidenza con un corso di dottorato senza borsa per un totale di anni____.;
  • di aver percepito assegni di ricerca per un totale di anni… e di impegnarsi a non superare il limite complessivo posto dalla L.240/2010 e cioè non superare i 6 anni complessivi di assegni di ricerca conferiti ai sensi della medesima legge;
  • di essere iscritto alla Cassa Previdenziale Professionisti Autonomi ____ (per es. cassa forense, Enpam);

Tutte le dichiarazioni sono da autocertificare; è comunque possibile utilizzare il modulo già predisposto con tutte le dichiarazioni richieste da completare all'atto dell'accettazione dell'assegno di ricerca.

All'assegnista di ricerca, verrà consegnata anche una copia del Codice di comportamento dei dipendenti dell'Università degli Studi di Milano applicabile, per quanto compatibile.

 

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Pagamento dell'assegno di ricerca

Il pagamento dell'assegno di ricerca viene effettuato sul mese di competenza.

Per comunicare una modifica al conto corrente su cui viene pagato l'assegno di ricerca, è necessario inviare una mail all'indirizzo: assegni.ricerca@unimi.it, con l'indicazione delle proprie generalità, le coordinate bancarie nuove e una copia del documento di identità, utilizzando l'apposito modello.

 

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Compatibilità

Gli assegnisti possono far parte all’interno dell’Ateneo, delle commissioni d’esame di profitto in qualità di cultori della materia, nonché collaborare ad attività di tutorato. (Art. 45 del Regolamento Generale di Ateneo)

L'assegno non è cumulabile con borse di studio o altre forme di sussidio, tranne quelle previste per le integrazioni dei soggiorni all'estero, né con altri contratti di collaborazione o con proventi derivanti da attività libero professionali svolte in modo continuativo.

Sono compatibili con l’assegno le attività svolte all’esterno dell’Università di relatore ai seminari, convegni e conferenze e quelle pubblicistiche, nonché una limitata attività di lavoro autonomo, previa comunicazione scritta (vedi modulo richiesta) e accordo con il docente responsabile e a condizione che tale attività sia dichiarata compatibile dalla struttura presso la quale svolge l’attività di ricerca e non comporti conflitto di interessi con l’attività di ricerca svolta per l’Università. Complessivamente l’attività di lavoro autonomo non potrà superare i limiti di reddito stabiliti dal Consiglio di Amministrazione pari a 15.000 euro annui lordi, esclusi i compensi derivanti dall’esercizio dei diritti di utilizzazione economica delle opere dell’ingegno.

Sono compatibili gli incarichi di insegnamento ai sensi dell’art. 23 della legge 240/2010, limitatamente ai moduli didattici per non più di 30 ore all’interno di insegnamenti modulari. Per gli assegnisti di ricerca che risultano destinatari di incarichi didattici, conferiti dall’Ateneo o da altri Atenei, il monte ore potenziale di 90 ore che, ai sensi dell’art.45 del Regolamento Generale d’Ateneo, possono svolgere per attività extracurriculare e per attività didattica integrativa, deve essere ridotto corrispondentemente.

 

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Assenze, malattie e maternità

Tutti gli assegnisti hanno a disposizione 30 giorni all'anno di assenze per qualsiasi motivo che sono anche cumulabili; nel caso in cui, per malattie gravi e documentate o esigenze familiari, sia necessario un periodo di assenza maggiore, può essere richiesta la sospensione dell'attività e della retribuzione su parere favorevole del responsabile dell'assegno di ricerca.

Per la maternità è prevista la sospensione obbligatoria durante i  5 mesi (utilizzabili 2 mesi prima e 3 dopo oppure 1 mese prima e 4 dopo) e occorre la comunicazione da parte dell'assegnista sulla data presunta del parto e successivamente quella della data di nascita (vedi modulo). Le informazioni e la modulistica necessaria per la comunicazione dello stato di gravidanza e per la richiesta della flessibilità, sono disponibili nella sezione Gravidanze.

E' possibile inoltre richiedere un ulteriore periodo di astensione facoltativa (vedi modulo), previo parere favorevole del docente referente. Tutti i periodi di sospensione non saranno retribuiti ma in caso di maternità è possibile recuperare al termine del contratto, il periodo di sospensione.

Le assegniste, iscritte alla gestione separata del lavoro autonomo dell’INPS e non assicurate presso altre forme previdenziali obbligatorie (che versano pertanto l'aliquota massima) hanno diritto a usufruire dell’indennità di maternità erogata dall’INPS. Per ottenere l'indennità è necessario che risultino accreditate almeno tre mensilità di contribuzione nei dodici mesi precedenti il periodo di maternità.
L'indennità è corrisposta dall'INPS a domanda dell'interessata corredata dalla certificazione richiesta a seconda della categoria degli iscritti.

In caso di malattia inoltre, è possibile usufruire dell’indennità giornaliera in base alla legge n. 296 del 27/12/2006, purché si protragga per un periodo superiore ai quattro giorni. L'assegnista, entro due giorni dal rilascio del certificato attestante lo stato di malattia, deve inviare all’INPS e all’Università degli Studi di Milano, Ufficio Contratti di Formazione e Ricerca -  Settore Gestione Lavoro Autonomo e Assimilati della Direzione Risorse Umane, tale certificato, compilato dal medico curante.  L’indennità di malattia è erogata dall’INPS su richiesta dell’interessato, il quale deve presentare il modulo predisposto disponibile dal sito portale INPS - sezione moduli.

Per ulteriori informazioni consultare la pagina informativa del portale INPS.

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Cittadini Extra UE - Iter e documenti necessari per ottenere il permesso di soggiorno

I cittadini non comunitari, in possesso di un titolo di studio superiore che, nel paese dove è stato conseguito, dia accesso al dottorato di ricerca; posso accedere al permesso di soggiorno conseguito ai sensi dell’art 27 ter del D.Lgs. 286/1998, che consente l’ingresso e il soggiorno, per periodi superiori a tre mesi, al di fuori delle quote massime, definite annualmente, di cittadini non comunitari da ammettere nel territorio dello Stato italiano per lavoro subordinato o autonomo. Questa informativa, consultabile sia in italiano che in inglese, vuole essere un ausilio ad assegnisti e collaboratoriprovenienti da paesi Extra UE.

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Rinunciare all'assegno di ricerca

L'assegnista di ricerca che intende rinunciare all'assegno, deve darne comunicazione al Rettore e alla struttura di riferimento utilizzando l’apposito modulo.

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